Il Comitato LIDU di Firenze, insieme alla Fratellanza Artigiana d’Italia, ha promosso a Palazzo Spinelli un convegno dedicato a una delle domande decisive del nostro tempo: lo sviluppo dell’intelligenza artificiale può aprire una nuova rivoluzione culturale?

Il confronto ha messo in relazione la potenza dei sistemi artificiali con ciò che caratterizza l’esperienza umana: coscienza, emozioni, sensibilità, libertà e capacità di assumersi responsabilità. La tecnologia non è stata presentata soltanto come uno strumento, ma come una trasformazione capace di incidere sul lavoro, sulla conoscenza e sulle relazioni sociali.

Tra gli interventi, anche quello in collegamento di Federico Faggin, fisico e inventore del microprocessore, del touchpad e del touchscreen. La sua esperienza ha offerto un punto di vista sul confine tra elaborazione dell’informazione e coscienza, richiamando la necessità di non confondere l’efficienza della macchina con la complessità della persona.

Per la LIDU, ogni innovazione deve essere valutata alla luce dei diritti fondamentali. Trasparenza, non discriminazione, tutela dei dati, controllo umano e accesso equo ai benefici della tecnologia costituiscono condizioni essenziali affinché l’intelligenza artificiale rimanga al servizio della società.